martedì 15 gennaio 2013

Senza imprevisti non è un viaggio

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Si si, anche noi in Spagna, però mica come quegli altri con la macchina e tutte le comodità, noialtri o imprevisti o niente!

Questa è la foto della partenza; ma già da due giorni prima si era capito che sarebbe stato un'odissea imprevedibile; il quarto compagno di viaggio infatti era rimasto bloccato a casa dallo svuaraus del secolo, fuori uno ancora prima di partire.

La sera prima della partenza ci accorgiamo che sul biglietto del malato le ragazze avevano inserito il bagaglio da stiva, risultato: come si fa a fare stare il materiale d'arrampicata + i bagagli per 10 (dieci) giorni negli 10 kili e nelle dimensioni del bagaglio a mano della Ryan?

Comunque alla partenza siamo sorridenti, siamo riusciti a far cambiare il bagaglio, ad annullare il biglietto in +, il volo è in orario e sappiamo che a Barcellona ci aspetta Gianluca per affittare una macchina fino a Cornudella de Montsant.

Illusi.

A Barcellona scopriamo che la macchina non ce la affittano perchè nessuno di noi ha una carta di credito; dopo anni in cui uno si chiede a cosa serva una carta di credito ora lo so, a non trovarti catapultato indietro di 300 anni quando sei in viaggio all'estero. E qui ha inizio l'incubo.

Primo passaggio, e siamo ancora belli carichi e fiduciosi, prendiamo una navetta per Barcellona e facciamo i turisti forzati con 25 kili di bagagli a testa in attesa di partire in bus alle 5 del pomeriggio mentre sono solo le 10 del mattino.

Abbiamo trovato un bus per Cornudella! Andiamo alla stazione degli autobus, chiediamo 4 biglietti per Cornudella e ci imbarchiamo tutti trulleri.

Sbarchiamo alle 6 di sera della vigilia di Natale (il 24), io mi guardo un po' attorno senza riconoscere il posto, dico agli altri "vado ad orientarmi" torno dopo 10 minuti...

E' LA CORNUDELLA SBAGLIATA!!!! ce ne sono due nella zona, e quella giusta è a un'ora di distanza.

E adesso che diavolo si fa?

Autostop

Troviamo un buon uomo che ci porta fino a Reus saltando il cenone natalizio in famiglia, lì ci viene a prendere il marito della signora che ci affitta l'appartamento e riusciamo ad arrivare per le 11 (le undici!) di sera della vigilia di Natale. TANTI AUGURI!

E questo è il riassunto del giorno della partenza; se dovessi fare un racconto dei 10 giorni successivi si potrebbe pensare che la vita di un giovane arrampicatore sia un continuo disastro, invece sono stati dieci giorni di incanto.

Però non voglio parlare delle giornate passate in falesia con gli amici, delle battute, il caldo sulla pelle, tutti i tiri che abbiamo fatto, la roccia di Siurana ed i sassi di Margalef.

Come veri vagabondi delle falesie siamo andati a scalare 8 giorni su dieci, abbiamo mendicato passaggi qua e là, ci siamo consumati tutta la pelle delle mani, è stato bellissimo.


PS: il capodanno l'ho passato sotto cassa dove tutto passa ;)

Invece nel filmato, siccome avevamo fatto circa 800 fantastiche foto di arrampicata spagnole ma non riusciamo a scaricarle, abbiamo fatto un missaggio con le foto delle gare di Dicembre mescolate con quelle fatte con i telefoni, ma quanto siamo ganzi!

video

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